La Puglia laboratorio dell’alleanza Pd-M5S da riproporre nel Salento, secondo Lacarra
martedì 30 marzo 2021

Le nuove congiunture interne al Partito Democratico e al Movimento 5 Stelle, le anime del governo Conte II, sono l'ascesa di Enrico Letta a segretario dei democratici e la consacrazione di Giuseppe Conte a capo dei pentastellati. Questi nuovi assetti delle formazioni politiche lasciano intendere, e lo conferma anche l'intesa circa la volontà di competere insieme alle amministrative, che ci sarà un'alleanza strutturale. Questo schema, che sostanzialmente ripropone sotto un'unica bandiera la quasi totalità dei sostenitori del Conte II, da più parti è visto come la strada per sconfiggere il Centrodestra. Stefano Bonaccini, governatore dem dell'Emilia-Romagna, ha affermato che "La Destra da sola non si può più battere"; Il Presidente della Camera dei Deputati, il grillino Roberto Fico, si è detto favorevole all'alleanza strutturale con la formazione guidata da Letta. Parole di disgelo anche dal primo cittadino di Torino in quota Cinque Stelle, Chiara Appendino, che chiede un dialogo esteso sia sui temi (non parlare soltanto di elezioni) sia sul metodo (ampliare la coalizione anche a Liberi e Uguali e Articolo 1).

Se è vero che in molti nel campo progressista vedono questa possibilità come l'unica in grado di essere competitivi contro le destre, non mancano i contrari: "Siamo pronti al confronto con il PD sul riformismo, ma va spezzata la catena d'odio di Beppe Grillo", afferma il leader di Italia Viva, Matteo Renzi. Queste parole, pronunciate durante l'Assemblea Nazionale del partito, suonano come un ultimatum al nuovo leader del PD. Dopo aver innescato la crisi di governo del Conte II, sarebbe effettivamente un passo indietro per Renzi se dovesse incoraggiare l'ascesa di Conte come federatore di un'alleanza o quantomeno dovesse essere d'accordo per un ruolo di primo piano, nel caso di vittoria dei Cinque Stelle delle prossime elezioni politiche. Non è un mistero che a spingere per questa intesa sono, oltre al calcolo elettorale, anche le dinamiche interne ai partiti. Il PD, che si ritrova al governo insieme alla Lega pur di sostenere Mario Draghi, è in una fase di riflessione dovuta alle dimissioni di Nicola Zingaretti, alla di lui rapida sostituzione con Enrico Letta, l'acceso dibattito sulle nomine dei capigruppo in Parlamento e il poco dialogo con i circoli territoriali.

"Abbiamo toccato il fondo, un mese fa abbiamo avuto la percezione che questa storia potesse finire, io sono tornato per questo, sono tornato perché ho capito che poteva finire tutto, e ho detto se ho la possibilità di evitare che tutto questo finisca devo farlo. Eravamo in una situazione per cui stava finendo tutto", ha affermato Letta nelle scorse ore in videoconferenza con i circoli fiorentini. Il Movimento 5 Stelle è alle prese con una discussione tutta interna che vede il fondatore, Beppe Grillo, confermare il tetto dei due mandati per gli eletti e i big contrari, che vedrebbero sfumare così in anticipo la propria carriera politica. Conte non è stato ancora formalmente eletto capo del Movimento, ma nei primi giorni di marzo ha dato la sua disponibilità a guidarlo ed anche le varie anime dei gruppi parlamentari si stanno organizzando in vista della sua elezione per imporre le rispettive linee programmatiche.

IL COMMENTO DEL SEGRETARIO REGIONALE DEL PD, MARCO LACARRA: "BENE L'ALLEANZA CON I CINQUE STELLE"

- Qual è il suo pensiero in merito all'alleanza strutturale tra PD e M5S annunciata dai vertici del Partito?

"In Puglia noi l'abbiamo auspicata già da tempo. Già dal Governo Conte II c'erano le condizioni per un ampio campo progressista che vedesse dentro tutte le forze anti-sovraniste e che volessero contrastare una Destra reazionaria e populista. Noi abbiamo provato in Puglia a costruire un percorso già da prima delle Regionali, abbiamo invitato il Movimento 5 Stelle alle primarie del gennaio 2020 e l'invito non fu raccolto. Successivamente, questo laboratorio si è concretizzato in un sostegno alla giunta Emiliano. Molto dipenderà dalla legge elettorale approvata dal Parlamento: se andremo verso il maggioritario, a maggior ragione ci sarà la necessità di costruire un'alleanza di Centrosinistra ed un campo progressista che possa lavorare per discutere dei temi cari al nostro radicamento politico e culturale. Se sarà proporzionale, valuteremo. Di certo il Movimento 5 Stelle è un partner su cui noi facciamo affidamento per costruire questa alleanza del futuro".

- Molto di questa alleanza sarà sui territori?

"Noi vogliamo anche portarla sui territori, questo lavoro è stato chiesto anche dallo stesso Letta. Noi lo stiamo già facendo, dove possiamo proviamo a fare alleanza con il Movimento 5 Stelle senza pregiudizi e preclusioni".

- Lei ritiene che la legge elettorale per vincere dovrà essere un maggioritario basato sulla coalizione?

"Questo è certo, non credo ci sia un singolo partito che, per i sondaggi, possa vincere da solo. Secondo i sondaggi, il partito con il consenso più alto attualmente, la Lega, non supera il 23%/24%, e con questa cifra non si può costruire il governo del Paese. Il consenso è molto frammentato, forse mai è avvenuta una frammentazione dei consensi così ampia. Questa frammentazione è peggiore della Prima Repubblica, quando c'erano DC e Partito Comunista che avevano un consenso importante nel Paese. Con questa frammentazione io non vedo altre soluzioni, se non quella di aggregare altre forze politiche".

Thomas Invidia