Sono da sanzionare i 400 sanitari brindisini che non si sono fatti vaccinare: Pasqualone conferma
martedì 30 marzo 2021

L'Asl di Brindisi conferma la linea dura nei confronti dei circa 400 operatori sanitari, se non si faranno vaccinare senza validi motivi. Il direttore Pasqualone ha spiegato che con il loro atteggiamento mettono a rischio la salute dei pazienti che invece dovrebbero tutelare con ogni mezzo: sono 260 i dipendenti brindisini su cui le autorità sanitarie stanno facendo accertamenti (di cui 34 medici e 83 infermieri) per chiarire come mai non si siano presentati per la prima vaccinazione anticovid. La normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro impone agli operatori di determinate categorie, in cui si è a contatto con i più fragili, di vaccinarsi per evitare infezioni.

Ma non basta. "Ora bisogna irrogare le sanzioni previste dalla legge regionale, che si applicano a prescindere da un’eventuale legge statale, come peraltro sancito dalla Corte costituzionale con sentenza n. 137 del 2019, relatrice Marta Cartabia”. Lo dichiara Fabiano Amati, presidente della Commissione regionale Bilancio e Programmazione della Puglia, nonché promotore della legge regionale sull’obbligo vaccinale approvata dal Consiglio regionale qualche settimana fa.

“La legge regionale – continua Amati - prevede un apparato sanzionatorio che non si limita solo ad allontanare l’operatore dai reparti a rischio, o ad aprire un procedimento disciplinare, ma anche (e soprattutto) una sanzione pecuniaria fino a 5 mila euro. Sanzione che deve essere immediatamente irrogata, per non rendere vano lo sforzo del legislatore regionale e per evitare che il solo allontanamento dai reparti a rischio possa essere considerato addirittura un premio, lasciando alle aziende sanitarie pure il problema di dover coprire i turni nella cronica carenza di personale. L’applicazione delle sanzioni – conclude - è inoltre un atto dovuto, senza alcuna discrezionalità, per cui l’eventuale omissione potrebbe integrare il reato di abuso d’ufficio”.