La Giornata Nazionale delle vittime del covid tra dolore e speranza
giovedì 18 marzo 2021

La Giornata nazionale in memoria delle vittime è stata fissata per il 18 Marzo durante l'emergenza pandemica ed ogni anno sarà ricordata con le bandiere sugli edifici pubblici a mezz'asta, oltre che con il pensiero verso tutte le vittime del Covid-19. La data del 18 Marzo è stata scelta simbolicamente perché risalgono a quel giorno del 2020 le immagini che ritraevano i convogli militari trasportare le salme dei deceduti. Il capo del governo, Mario Draghi, oggi è stato a Bergamo ad onorare la memoria delle vittime della pandemia (abbiamo riportato il testo del discorso pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Messaggi di commozione sono arrivati anche da Giuseppe Conte, che era capo del governo quando quelle immagini furono diffuse, che ha parlato della fotografia scattata dal balcone di Bergamo come "una tragica icona del nostro lutto nazionale".



I NUMERI DELLA PANDEMIA 


Secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Fonte: Health Emergency Dashboard, 17 Marzo ore 12.39), riportati dal Ministero della Salute, sono 120.164.106 i casi confermati nel mondo dall'inizio della pandemia e 2.660.422 i morti. In merito alla diffusione del contagio in Italia, secondo quanto riportato da "Il Sole 24 ore" con i dati aggiornati al 17 Marzo i contagiati totali dall'inizio dell'emergenza pandemica dello scorso anno ammontano a 3.281.810, i deceduti totali a 103.432, i guariti dal virus a 2.639.370, gli attualmente positivi a 539.008, persone in terapia intensiva a 3.317, persone con sintomi a 26.517, persone in isolamento domiciliare a 509.174.

IL TESTO DELL'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: "RICORDARE I MAGNIFICI ESEMPI DI OPERATORI DEL BENE"

"Non possiamo abbracciarci, ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti ancora più uniti. A partire da qui, da questo luogo che ricorda chi non c’è più. In questa città non vi è nessuno che non abbia avuto un familiare o conoscente colpito dal virus. Cari bergamaschi, avete vissuto giorni terribili in cui non vi era nemmeno il tempo di piangere i vostri cari, di salutarli e accompagnarli per l’ultima volta. Sono tante le immagini di questa tragedia, che hanno colpito tutti, in Italia e nel mondo. Una su tutte è indelebile: la colonna di camion militari carichi di bare. Era la sera del 18 marzo, esattamente un anno fa. Questo bosco non racchiude solo la memoria delle tante vittime cui va oggi il nostro pensiero commosso. Questo luogo è un simbolo del dolore di un’intera nazione. Lo testimoniò già, con la sua presenza alla commemorazione del 28 giugno al Cimitero Monumentale, il Presidente della Repubblica. È anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo. Siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette. Solo così rispetteremo la dignità di coloro che ci hanno lasciato. Solo così questo bosco della memoria sarà anche il luogo simbolo del nostro riscatto. Siamo qui per celebrare il ricordo perché la memoria di ciò che è accaduto nella primavera dello scorso anno non si appanni. Ricordare ci aiuta a fare buone scelte per la tutela della salute pubblica e per la salvaguardia del lavoro dei cittadini. Ricordare i tanti e magnifici esempi di “operatori del bene” espressi nell’emergenza da questa terra ci dà la misura della sua capacità, del suo sacrificio. Vorrei ricordare gli operatori dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. In questi mesi hanno dato un contributo straordinario di professionalità e di dedizione, spesso pagato con la vita.

Vorrei ricordare il miracolo - e non si può definire diversamente - dell’ospedale da campo della Fiera di Bergamo. Allestito in pochi giorni dagli Alpini, dalla Protezione Civile e dagli artigiani volontari. E sostenuto dalla grande generosità dei cittadini bergamaschi. Il sindaco Giorgio Gori ricorda nel suo libro - che ha come titolo “Riscatto” - anche i mille volontari, ragazze e ragazzi, che hanno aiutato le persone in difficoltà. Il sindaco li ha chiamati, a ragione, i “nuovi mille” di Bergamo. In tutta Italia sono tantissimi i protagonisti silenziosi di questa rete di solidarietà. Sono tante le figure simbolo della resistenza civile di questa comunità che oggi vorrei ricordare. Ne cito solo alcune: Don Fausto Resmini era il prete degli ultimi. A lui è stato intitolato il carcere di Bergamo di cui era il cappellano. Con lui rendiamo omaggio ai sacerdoti della diocesi bergamasca deceduti per il virus. Tra i sindaci storici di questa comunità, rivolgo un pensiero a Piero Busi, primo cittadino per 59 anni di Valtorta, morto nella casa di riposo che aveva contribuito a creare. E a Giorgio Valoti di Cene, 70 anni, al suo quarto mandato. Tra gli operatori sanitari: Maddalena Passera, medico anestesista. Deceduta a 67 anni poco dopo suo fratello Carlo, medico di base. Diego Bianco, 46 anni, un operatore del fondamentale servizio del 118 della Soreu di Bergamo. Tra le forze dell’ordine, l’appuntato scelto dei Carabinieri Claudio Polzoni, 46 anni. Con loro ricordiamo tutte le vittime della pandemia e ci stringiamo intorno alle loro famiglie. Il governo - e lo sapete bene - è impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra priorità. La sospensione del vaccino AstraZeneca, attuata lunedì con molti altri Paesi europei, è stata una decisione temporanea e precauzionale. Nella giornata di oggi, l’Agenzia Europea dei Medicinali darà il suo parere definitivo sulla vicenda. Qualunque sia la sua decisione, la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità, con gli stessi obiettivi. L’incremento nelle forniture di alcuni vaccini aiuterà a compensare i ritardi da parte di altre case farmaceutiche. Abbiamo già preso decisioni incisive nei confronti delle aziende che non mantengono i patti. Il rispetto che dobbiamo a chi ci ha lasciati deve darci la forza per ricostruire il mondo che essi sognavano per i propri figli e nipoti. Tutta la comunità bergamasca ha dato prova di saper reagire, di trasformare i lutti e le difficoltà in voglia di riscatto, di rigenerazione. Il suo esempio è prezioso per tutti gli italiani che, sono certo, non vedono l’ora di rialzare la testa, ripartire, liberare le loro energie che hanno reso meraviglioso questo Paese. E io sono qui oggi per dirvi grazie e per impegnarmi insieme a tutti voi a ricostruire senza dimenticare".

LA NOTA DEL COMUNE DI MESAGNE

18 marzo, la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid è legge

Il Comune di Mesagne ha raccolto l'invito dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani: il Tricolore resterà esposto a mezz'asta per tutto il giorno sulla facciata della Sede Municipale e alle 11 è stato osservato un minuto di silenzio.

"Ricordiamo le vittime che hanno perso la vita a causa della pandemia e, in particolare, i nostri 15 concittadini che non ce l'hanno fatta a vincere l'impari battaglia contro il virus", ha commentato il sindaco della città, Toni Matarrelli. La scelta della data rimanda al 18 marzo dell'anno scorso, quando una lunga colonna di mezzi militari attraversò Bergamo, trasportando i feretri delle vittime del Coronavirus per portarli in altre città perché il Cimitero cittadino non aveva più posti disponibili. Immagini indelebili che resteranno impresse nella memoria collettiva, simbolo incancellabile della forza devastante con cui l'emergenza sanitaria stava colpendo il Paese.




Thomas Invidia