Impianto Edison, Brindisi Bene Comune: “Nessuna imposizione, decida la città”
domenica 10 gennaio 2021

BRINDISI -Continuano gli interventi e le polemiche sulla vicenda del serbatoio Edison. Il sindaco Rossi ha detto che l'ubicazione dell'opera non va bene, perché ci sono altri progetti per quella zona del porto (scarico merci), mentre Brindisi Bene Comune, che è sulla linea del primo cittadino, chiede di lasciare la parola ai cittadini: "Dalla corrispondenza affidata alla stampa tra il consigliere regionale Fabiano Amati ed il Presidente dell’Autorità di Sistema Ugo Patroni Griffi, con molta preoccupazione, veniamo a conoscenza della proposta di localizzazione a Costa Morena Est dell’impianto che la Edison S.p.a. intende realizzare nel porto di Brindisi. Vale la pena sottolineare, a scanso di equivoci e strumentali fraintendimenti, che il problema non è il deposito costiero di Gnl, combustibile del quale siamo consapevoli degli aspetti di sostenibilità ambientale, rispetto a quelli che vengono utilizzati sia per mare che per terra. Quello che ci preoccupa è la localizzazione dell’impianto, che riteniamo assolutamente incompatibile con qualsivoglia prospettiva futura per la città. Costa Morena Est, come abbiamo più volte spiegato, ha uno sporgente di 500 metri che verrebbe sostanzialmente sacrificato del tutto da questo progetto.

Non sfuggirà a nessuno il notevole potenziale di quest’area per lo sviluppo del traffico merci, connesso alla Zona Franca Doganale, e quindi alla grande attrattività che rappresenta per nuovi investitori, anche in relazione alla possibilità di riconversione della banchina carbone dell’Enel. E non possiamo non sottolineare la quasi certa interferenza con il raccordo ferroviario, trattandosi di una delle pochissime aree infrastrutturate con questa importante opera: un investimento di circa 60 milioni di euro. Tutto questo si traduce in centinaia di occasioni di lavoro, a fronte di un impianto che, per quanto strategico, a regime offre appena 30 posti di lavoro. Davvero si vuole continuare a mortificare il nostro porto e perseverare nel solco di 25 anni, almeno, di cattive gestioni che hanno compromesso sviluppo e potenzialità? Brindisi Bene Comune intende avviare da subito una discussione pubblica in città: non permetteremo che la desertificazione imposta dall’emergenza Covid diventi la clava, nelle mani di qualcuno, per imporre, senza confronto con il territorio, una scelta logistica che penalizzerebbe irrimediabilmente il nostro porto".