Centro Restinco di Brindisi: l’interrogazione di D’Attis sul mancato assorbimento del personale
venerdì 2 ottobre 2020

BRINDISI - Il deputato Mauro D'Attis ha presentato un'interrogazione a risposta in Commissione, rivolta al ministro dell'interno, al ministro del lavoro e delle politiche sociali per chiarimenti sul centro Restinco: "I soggetti che sono subentrati, a seguito di assegnazione del bando pubblico da parte della Prefettura di Brindisi, nella gestione del Cara e del Cpr del centro Restinco di Brindisi non hanno riassorbito tutto il personale precedentemente impiegato nell’attività del centro, nonostante il bando della prefettura prevedesse esplicitamente la così detta clausola sociale. L’articolo 1, comma 10 della legge n.11 del 2016, stabilisce che in caso di successione di imprese nel contratto di appalto con il medesimo committente pubblico, il rapporto si lavoro continua con l’appaltatore subentrante, secondo le modalità e le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro applicati e vigenti alla data del trasferimento.

A seguito di un tavolo sindacale con la Prefettura di Brindisi, infatti, le società aggiudicatarie si sono determinate alla presa in carico dei soli addetti all’accoglienza, ma con una drastica riduzione dell’orario di lavoro: da 36 ore settimanali, i dipendenti, pur di non perdere il posto di lavoro, hanno firmato un contratto per 12 ore; al momento non sono state invece riassunte 12 figure professionali che operavano precedentemente nel centro con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato; poiché nel bando pubblicato dalla Prefettura di Brindisi, come già sottolineato, era espressamente prevista l’applicazione della clausola sociale e le figure professionali, al momento non riassunte, svolgono comunque attività essenziali nell’ambito del Cara e del Cpr, la vertenza aperta dalle ditte subentranti, a giudizio dell’interrogante, non ha alcuna giustificazione è necessario tutelare il diritto dei lavoratori a conservare il proprio posto di lavoro; Quali iniziative intendano assumere, per quanto di competenza i ministri interrogati, al fine di garantire la piena e integrale applicazione della clausola sociale a favore delle figure professionali attualmente non riassunte; se siano già verificati altri casi simili a quello riportato in premessa in cui a seguito di gara pubblica indetta da una prefettura con esplicita applicazione della clausola sociale questa non sia stata integralmente applicata dai soggetti aggiudicatari".