“Il virus è mutato: meno aggressivo, diventerà raffreddore”. Bascià: “Prudenza!”
sabato 16 maggio 2020

di Gaetano Gorgoni 

Se ci dicessero che il covid-19 è destinato a diventare un raffreddore, penseremmo subito che si tratta della solita fake news che circola sul web. Ma non è questo il caso! A fare affermazioni così scioccanti è uno dei più autorevoli esponenti della comunità scientifica. Il luminare, professor Massimo Clementi, direttore del Laboratorio Virologico del San Raffaele, ha spiegato più volte, anche in un’intervista con Lilli Gruber, che il virus si sta svuotando e che è destinato a diventare un banale raffreddore. Tutti gli esperti sono d’accordo sul fatto che anche il SARS-CoV-2 muterà, ma non tutti si sbilanciano su una mutazione che lo possa rendere in così breve tempo innocuo. L’infettivologa dell’Asl di Lecce Annalisa Bascià non esclude che questa ipotesi possa verificarsi, ma invita alla prudenza, perché non esiste alcuna certezza al riguardo.

Secondo il virologo Massimo Clementi, non è poi così strano affermare che il covid-19 è destinato a diventare un banale raffreddore. È costretto a ripeterlo più volte, anche in diretta su LA7, perché c’è molto scetticismo, dopo che virologi di grande fama come Burioni hanno fatto la brutta figura di descrivere il nuovo coronavirus come un’influenza, per poi fare marcia indietro, un mese dopo, e parlare di una malattia mortale gravissima (terrorizzando l’intera popolazione!). Il professore clementi spiega che si tratta di una cosa ovvia, basta l’analisi del profilo clinico della malattia negli ultimi tre mesi: “Abbiamo osservato che il profilo clinico del covid e mutato perché se prima arrivavano cento persone che avevano bisogno della terapia intensiva e di un’assistenza ventilatoria, ora non arrivano più. Sono diminuite le persone che hanno necessità di ricovero e la malattia si sta modificando. Abbiamo cercato di capire perché stia avvenendo questo. Al San Raffaele abbiamo ricoverato con covid più di 1000 persone”. È stato fatto un lavoro scientifico sui fattori di rischio che portano un’infezione lieve a diventare grave. È molto importante, secondo il professore Clemente, tenere a bada i fattori di rischio per far sì che la malattia non diventi grave. L’ipotesi di un luminare di questa caratura certamente infonde nuove speranze sull’evoluzione di questo virus, ma in molti invitano alla prudenza, perché certezze non ce ne sono, per ora.

L’INVITO ALLA PRUDENZA DELL’INFETTIVOLOGA ASL ANNALISA BASCIÀ

L’infettivologa Annalisa Bascià non esclude che l’ipotesi del professore Clemente si verifichi, ma, viste le precedenti esperienze, è meglio non dare per scontate cose non ancora certe sul piano scientifico. ”Sul nuovo coronavirus si è detto di tutto e di più, comunque è evidente che sta perdendo quella forza e quella virulenza che lo caratterizzava all’inizio. Questo non possiamo metterlo in dubbio, ma spingerci fino al punto di affermare che diventerà un raffreddore forse è ancora imprudente: non possiamo dirlo ora, dobbiamo aspettare. Sicuramente può essere meno aggressivo e contagioso oggi rispetto al suo esordio. Se diventerà un raffreddore comune, lo scopriremo nei prossimi mesi”. Ma un virus può mutare in un periodo così breve? “Certo che può cambiare: il virus può subire mutazioni già nel passaggio da un individuo all’altro. Il tempo non è stato poi così poco, calcolando che si sospetta che in Italia il SARS-CoV-2 circoli già da ottobre-novembre 2019. Non so se diventerà come un raffreddore, ma è necessario essere ancora molto prudenti. Sappiamo che le persone ora sono più attente a rispettare le regole ed è più difficile per il virus passare da un soggetto all’altro. Ci possiamo sbilanciare solo dicendo che il SARS-CoV-2 è meno cattivo e meno aggressivo, però, ripeto: bisogna essere prudenti! All’inizio si parlava di una malattia un po’ più seria dell’influenza, poi sono morte tante persone...Forse diventerà un comune raffreddore, ma con il covid la prudenza non è mai troppa”. Manteniamo alta la guardia sperando che il professor Clementi abbia ragione. 

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